Tra i dati più preoccupanti emersi nel 2025 c’è la crescente vulnerabilità delle imprese di recente costituzione. Le aziende con meno di cinque anni di vita rappresentano ormai una fetta significativa delle procedure concorsuali gravi aperte in Italia, e il fenomeno sta accelerando.
I numeri dell’Osservatorio Cerved parlano chiaro. Nel primo trimestre 2023 le imprese under 5 coinvolte in procedure concorsuali gravi erano il 5,3% del totale. Un anno dopo, nel primo trimestre 2024, la quota era già salita all’8,8% con 195 procedure. Nei primi tre mesi del 2025 si è arrivati al 16%, con 389 casi. Una crescita che in due anni ha triplicato il peso delle imprese giovani sul totale dei dissesti.
Il report CRIBIS “Imprese in evoluzione”, basato su dati Infocamere aggiornati a giugno 2025, conferma il quadro. Il 32,7% delle imprese cessate aveva meno di cinque anni di attività. Nel Nord-Ovest la percentuale sale ulteriormente: le chiusure di aziende giovani sono più frequenti che nel resto d’Italia.
Perché le imprese giovani sono così esposte? Gli shock degli ultimi anni — costi energetici, aumento dei tassi di interesse, instabilità delle catene di fornitura — hanno colpito con particolare durezza le realtà meno strutturate. Un’azienda avviata nel 2020 o nel 2021 ha attraversato la coda della pandemia, l’impennata dei costi delle materie prime e poi la stretta creditizia, il tutto senza aver avuto il tempo di accumulare riserve patrimoniali o di consolidare la propria posizione di mercato.
C’è poi un problema che riguarda la consapevolezza. Nelle imprese giovani manca spesso un sistema di monitoraggio finanziario adeguato. Il conto economico può apparire accettabile mentre il cash flow si deteriora in modo silenzioso. Investimenti troppo ambiziosi rispetto alla capacità di generare liquidità, crediti che si allungano, fornitori che cambiano condizioni di pagamento: sono segnali che un imprenditore esperto riconosce, ma che chi è alle prime esperienze tende a sottovalutare.
Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza impone oggi a tutte le imprese di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla rilevazione tempestiva della crisi. Un obbligo che per le aziende giovani è anche un’opportunità: strutturarsi fin dall’inizio con strumenti di controllo significa poter intervenire quando il problema è ancora gestibile, anziché trovarsi davanti a un dissesto già avanzato.
La nostra Organizzazione assiste imprenditori in ogni fase della crisi aziendale. Ma il consiglio che diamo con maggiore convinzione è sempre lo stesso: rivolgetevi a un professionista prima che la situazione diventi irreversibile. Un parere di massima gratuito può essere il primo passo per capire se la vostra azienda presenta segnali di squilibrio. Se quei segnali ci sono, un’analisi approfondita della situazione aziendale permetterà di individuare le cause e di valutare le strade percorribili per il risanamento.
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